CTA Sassoferrato, il sito web del Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato


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Il Comitato Tutela Ambiente
augura buone feste a tutti.

Il CTA si oppone alla realizzazione del cosiddetto
"Parco eolico sui monti della Pantana".

Dopo una attenta riflessione e lo studio approfondito del progetto presentato dalla ditta Mtre di Fabriano, il Consiglio Direttivo del Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato ha deliberato di opporsi all'impianto eolico proposto per i seguenti motivi:

1) eccessivo impatto ambientale e paesaggistico
2) irreversibilità dei danni al suolo ed all'ecosistema
3) inconsistenza delle ricadute economiche ed occupazionali nel territorio
4) solidarietà e sostegno agli abitanti della zona che sono in larga parte contari all'impianto
5) possibili implicazioni sulla salute degli abitanti della zona come ormai alcuni studi internazionali hanno messo in evidenza
(Dr. Amanda Harry, “Wind Turbines, Noise and Health”, Febbraio 2007; Minnesota Department of Health, Environmental Health Division, “Public Health Impacts of Wind Turbines”, Maggio 2009; ed altri)

Inoltre il Comitato critica le modalità con le quali, a livello nazionale, è stata incentivata la produzione le energie rinnovabili; modalità che hanno portato a disastri ambientali ormai sotto gli occhi di tutti ed hanno scatenato appetiti voraci da parte di molte imprese e di industrie attratte dalla possibilità di accaparrarsi facilmente ingenti quantità di finanziamenti pubblici; ciò comporta un pesante drenaggio di risorse che in molti casi dall'Italia prende la via dell'estero.

Prima conferenza sull'eolico promossa dal CTA sala AVIS 22 marzo 2011

Prima conferenza sull'eolico promossa dal CTA sala AVIS 22 marzo 2011

Manifesto eolico

Per spiegare il 'funzionamento' del porta a porta e della raccolta differenziata dei rifiuti sono stati realizzati volantini e materiale di istruzione nelle lingue straniere più rappresentate a Sassoferrato: qui sotto i link per consultarli:
ALBANESE
MACEDONE
POLACCO
RUMENO
RUSSO
FRANCESE


--oo--
QUI SOTTO CI SONO I MANIFESTI CON CUI IL COMUNE DIFFONDERA' L'INIZIATIVA TRA LA POPOLAZIONE.
Cliccandoci sopra con il mouse potrete vederli ingranditi.

Sassoferrato: al via la raccolta degli oli vegetali usati
Attivata dal Comune la raccolta di oli vegetali esausti. Due cisterne per lo smaltimento dell’olio vegetale, in particolare quello usato per la cottura dei cibi, sono state apposte nei giorni scorsi nel capoluogo. I due contenitori, di forma cilindrica e colore giallo, sono stati posizionati rispettivamente nel parcheggio di piazzale Castellucci e nella stazione ecologica situata all’interno dell’area artigianale Fornaci (quest’ultima fruibile nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10,00 alle 12,00 ed il sabato dalle 9,00 alle 12,00). I cittadini avranno così l’opportunità di smaltire i residui oleosi della cottura in tali contenitori, evitando di disperdere nell’ambiente, attraverso gli scarichi dei propri lavandini, un prodotto inquinante che potrà essere invece recuperato e riconvertito per altri usi.

L’OLIO VEGETALE USATO DI FRITTURA: UNA MINACCIA PER L’AMBIENTE

In Italia vengono, ogni anno, immessi al consumo (direttamente come olio alimentare o perché presente in altri alimenti) 1.400.000.000 di chili (1.400.000 ton) di olio vegetale per un consumo medio pro capite di circa 25 Kg annui (fonte Ministero della Sanità). Di questa quantità si stima un residuo non utilizzato pari a circa il 20%. Ci troviamo quindi di fronte ad oltre 280 milioni di chili (280 mila ton.) di olio vegetale usato, circa 5 Kg. a testa, che ogni anno “restituiamo” all’ambiente, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi “ricco” di sostanze inquinanti. L’olio vegetale, infatti, portato alle alte temperature necessarie alla frittura, modifica la sua struttura. Una complessa serie di reazioni conducono alla formazione di numerosi prodotti di ossidazione e un gran numero di prodotti di decomposizione sia volatili che non volatili. e trasformazioni che avvengono per il calore sono percettibili come difetti nell’odore e nel sapore, imbrunimento del colore, aumento della viscosità, abbassamento del punto di fumo, formazione di schiuma, ecc. direttamente in rapporto con lo stato di degradazione dell’olio. Ne deriva una sostanza che ha praticamente perso tutto della originale purezza e genuinità e che è diventata un grave pericolo se dispersa nell’ambiente. L’olio che penetra nel sottosuolo si deposita con un film sottilissimo attorno alle particelle di terra e forma così uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l’acqua e le radici capillari delle piante, impedendo l’assunzione delle sostanze nutritive. Se l’olio raggiunge le specchio della falda freatica forma sopra lo stesso uno strato con spessore 3-5 cm. che si sposta con la falda verso valle; in tal modo può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani, rendendoli inutilizzabili; infatti un litro d’olio mescolato a un milione di litri d’acqua basta per alterare il gusto in limiti incompatibili con la potabilità. L’olio che raggiunge qualsiasi specchio d’acqua superficiale può andare a formare una sottile pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione e compromette l’esistenza della flora e della fauna.
E’ impressionante pensare che un solo chilo di olio usato è sufficiente per coprire con questa pellicola una superficie di 1.000 metri quadrati!
Lo smaltimento di questa enorme quantità di residuo oleoso provoca inconvenienti anche laddove esistono impianti fognari adeguati, perché può pregiudicare il corretto funzionamento dei depuratori ( influenzano negativamente i trattamenti biologici) e comunque lo rendono diseconomico, infatti nella fase preliminare del trattamento si rende necessario la realizzazione di appositi disoleatori, basati sul principio della flottazione per separare sotto forma di materiale galleggiante gli oli e i grassi presenti nei liquami. Solo un corretto e controllato smaltimento dell’olio vegetale usato può quindi garantire la salvaguardia dell’ambiente.

Siamo sulla buona strada! Un'altra vittoria del COMITATO!


Il Consiglio Comunale, nella seduta del 29 aprile u.s., ha deliberato sulla questione dell'acqua pubblica e, come suggerito e richiesto con forza dal Comitato, ha deciso di inserire nello Statuto Comunale il principio che l’ACQUA e la sua distribuzione sono PRIVI DI RILEVANZA ECONOMICA e di mantenere in mani pubbliche la sua distribuzione e gestione.

Vedere qui la mail inviata dal CTA (in data 31 gennaio 2010) a tutti i Consiglieri Comunali.

Qui il testo della delibera.

L'altra richiesta del CTA riguarda il recupero delle acque piovane nelle nuove costruzioni ed in quelle sottoposte a ristrutturazione. Speriamo che anche questa presto venga approvata. Vedere la pagina "Acque piovane" già da tempo pubblicata su questo sito.

IL VIDEO DEGLI INTERVENTI

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